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Domande frequenti
Spesso mi rivolgono queste domande. Le risposte possono essere utili anche a te…
È Guida Ambientale Escursionistica o Guida Naturalistica chi, per attività professionale, accompagna in sicurezza, a piedi o con altro mezzo di locomozione non a motore persone singole o gruppi in ambienti naturali, anche innevati, assicurando anche la necessaria assistenza tecnica e svolgendo attività di didattica, educazione, interpretazione e divulgazione ambientale ed educazione alla sostenibilità.
Sono escluse dall’ambito professionale della Guida Ambientale Escursionistica tutte le attività e i percorsi che richiedano comunque l’uso di attrezzature e di tecniche alpinistiche, cioè corda, piccozza e ramponi.
L’attività della guida turistica invece, ai sensi della legge 190/2023, consiste nell’ “illustrazione e l’interpretazione, nel corso di visite guidate con persone singole o gruppi di persone, del valore e del significato, quali testimonianze di civiltà di un territorio e della sua comunità, dei beni, materiali e immateriali, che costituiscono il patrimonio storico, culturale, museale, religioso, architettonico, artistico, archeologico e monumentale italiano, in correlazione anche ai contesti demo-etno-antropologici, paesaggistici, produttivi ed enogastronomici che caratterizzano le specificità territoriali.”
Io, per fortuna, posseggo entrambe le abilitazioni e nel mio lavoro cerco di comunicare sia il patrimonio culturale che paesaggistico ed ambientale, unendo escursioni a visite di carattere culturale.
Purtroppo, non esiste ancora una legge nazionale italiana che disciplini questa professione in modo univoco su tutto il territorio, le GAE lavorano quindi secondo i dettami della legge 4/2013 che disciplina le cosiddette professioni non ordinistiche. Essendo quindi la professione liberalizzata, chiunque, aprendosi una partita IVA, può esercitarla. Per questo, è importante accertarsi che la guida abbia dei titoli, o faccia parte di un’associazione di categoria come AIGAE che tutela sia i professionisti che i loro clienti. Affidarsi ad una guida associata ad AIGAE significa affidarsi ad un professionista che è diventato tale a seguito di uno specifico corso ed esame, che ha l’obbligo della formazione continua e si aggiorna regolarmente sui contenuti, tecniche e metodi della professione, in particolare sulla sicurezza, avendo standard rigorosi per quanto riguarda i corsi di Primo Soccorso e di Rianimazione cardiopolmonare da ripetere periodicamente. Uscire con una guida AIGAE significa anche sapere che la guida ha una solida assicurazione di responsabilità civile contro terzi che tutela i clienti stessi da imperizie o negligenze della guida, significa avere la possibilità di stipulare assicurazioni infortuni giornaliere, affidarsi ad un professionista che adotta e segue un codice etico e che dovrebbe rispettare tutti gli obblighi di legge anche in materia fiscale.
Quando scegliete una guida per le vostre escursioni, quindi, siate consapevoli di chi offre tutto ciò, è un professionista accreditato, vive di questo lavoro e paga le tasse!
Normalmente no. Esistono escursioni di ogni livello, sia come difficoltà tecniche, che come impegno fisico. Nel descrivere o promuovere un’escursione, quasi la totalità delle guide si rifa alla scala delle difficoltà stabilita dal CAI. Qui trovi un approfondimento. I livelli di escursione promossi dalle guide escursionistiche sono tre:
T (turistico), E (Escursionistico) ed EE (Escursionisti Esperti). Oltre alle difficoltà (terreno, pendenze, dislivello) può essere evidenziato l’impegno fisico, perchè un percorso può essere anche facile di livelli T, se però è lungo 30km, le cose cambiano. Allora potrei sottolineare a volte, oltre all’indicazione della lunghezza e del dislivello, se l’impegno fisico richiesto è minimo, moderato o intenso. Ad ogni modo, ce n’è per tutti i gusti, e con gradualità e giusto equipaggiamento, si possono compiere escursioni di tutti i livelli. E’ ciò che insegno ai Corsi di Escursionismo (mettere link)
Dipende. In molti casi sì, ma solo se in numero limitato e tenuti al guinzaglio. In altri casi no. Innanzitutto, portare il cane al guinzaglio in aree pubbliche è un obbligo di legge. In aree protette poi, possono vigere regolamenti e divieti specifici. Le ragioni sono innumerevoli. Innanzitutto la salute e sicurezza, del proprio cane, di altri cani, animali e persone. In aree rurali spesso si possono incontrare cani pastore, cani da guardiania o cani vaganti, il cui incontro con il proprio cane può essere finanche letale, arrecare disturbo a greggi ed allevatori, diventare un pericolo anche per adulti e bambini in caso di lotta tra cani. Su certi sentieri esposti un cane, per sua natura incontrollabile, potrebbe correre attratto da un odore, da un animale, da un rumore e urtare e far cadere escursionisti con conseguenze serie. Un partecipante potrebbe avere paura dei cani, inoltre.
Anche il disturbo alla fauna locale è da tenere in conto, perché anche se in maniera giocosa, un cane potrebbe disturbare e ferire piccoli mammiferi, rettili, insetti. Cerchiamo di rispettare tutti e non mettere davanti a tutto sempre le proprie esigenze, soprattutto non proiettiamole sul nostro cane.
Certo, contattatemi con il form qui sopra ed esponetemi le vostre esigenze. Potremo pianificare un’escursione in base ai vostri desideri e livelli di allenamento, oppure posso aiutarvi a costruire un viaggio su misura per voi.
Fare un corso di Escursionismo aiuta a diventare escursionisti preparati e consapevoli. Serve per poter affrontare escursioni in natura in autonomia, sapere come prepararsi per un’escursione, equipaggiarsi, vestirsi, come gestire rischi, eventuali emergenze e valutare un percorso prima di affrontarlo. Significa imparare a leggere le carte, ad usare il GPS e le app di navigazione e cartografia digitale. E’ un’ottima preparazione anche per seguire la propria passione per i viaggi e preparasi ad affrontare trekking e cammini di più giorni. Fare un corso non esclude il rivolgersi ad una guida in altre occasioni. Camminare con una guida dà un’altro valore aggiunto, aiuta a scoprire un territorio più in profondità, permette di interagire in maniera più ampia, e a volte aiuta se non abbiamo il tempo o gli strumenti per organizzarci da soli. Io stesso, quando viaggio, amo rivolgermi a guide locali, per i vantaggi che dà, allo stesso tempo amo affrontare percorsi da solo o con compagni di avventura.
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