Dromofilia è una parola inventata, un neologismo, dal greco dromos, δρόμος ,che indica l’atto di correre, muoversi, ma anche una via, un sentiero, spesso verso un’altrove (dromos è il corridoio di accesso ad un tempio o a una tomba); e filìa, ϕιλία, che vuol dire «amore, amicizia, simpatia, favore», o anche «tendenza, affinità». Amore per…i viaggi, dunque! Coincidenza, dromos contiene anche la parola Romanì Drom, ancora «strada, viaggio».
Questo blog vuole essere quindi, una sorta di compagno di viaggio, unendo il mio lavoro, quello di guida di viaggi ed escursioni a piedi, le mie esperienze di viaggio individuale, i miei studi di antropologia, geografia e valorizzazione dei territori. Vorrei condividere le riflessioni che il mio ethos di viaggiatore, ricercatore curioso e guida mi porta a fare sulle diversità culturali, i modi di stare al mondo, sui rapporti con la natura e quindi sull’ecologia, la ricerca di un modo di relazionarsi con la natura più armonioso, sulla natura del viaggio stesso. E’ inevitabile quindi una riflessione sul turismo, croce e delizia dell’uomo contemporaneo, in quanto veicolo di libertà, di conoscenza, di indipendenza, anche economica nel mio caso, lavorando io nel turismo; ma anche di distruzione ambientale, omologazione, radicale cambiamento delle dinamiche sociali e degli equilibri di un luogo, di come una comunità vive e si mostra, si mette in scena nell’incontro con il viaggiatore, o con le masse di turisti. Turismo e quindi anche mobilità, perchè viaggare è muoversi, ma anche la vita è movimento, le città dei crocevia di flussi, alla ricerca di una mobilità leggera, sostenibile, multimodale, attraverso treni, bus, biciclette, navi, catamarani, cavalli o muli, senza dimenticare i primordiali ed indispensabili motori umani: i piedi.
e allora buon viaggio tra i miei viaggi, o meglio, latcho drom!



